Proposte di ATER e MSA per Green Act circa le rinnovabili elettriche

Logo Ater 1Logo Msa

 

“Misure per la stabilizzazione del sistema elettrico e la promozione della transizione energetica”

17 marzo 2015

 

Introduzione

Negli ultimi anni il sistema elettrico italiano ha subito una profonda trasformazione determinata dalla contemporanea riduzione dei consumi elettrici e dalla crescita delle rinnovabili elettriche arrivata sino a superare stabilmente il 45% della produzione nazionale. Questa tenaglia si è stretta intorno ad una capacità produttiva da fonti tradizionali fossili in evidente e massiccia sovracapacità ed ha portato all’attuale ridotto sfruttamento delle centrali. D’altra parte anche la dipendenza del paese con l’estero è in forte calo, sia per effetto della crisi, sia per la produzione da rinnovabili che comporta un notevole risparmio di gas naturale.

Per cogliere le opportunità è necessaria una trasformazione radicale del sistema energetico per far fronte alle conseguenze relative al cambiamento climatico e assicurare insieme la competitività del sistema produttivo garantendo la sicurezza ed accessibilità energetica a tutti i cittadini.

 

Considerando la cessazione gli incentivi al fotovoltaico, restano dunque, per garantire la definitiva indipendenza del settore, alcune criticità da superare:

-          Anche a causa dell’imponente restrizione creditizia è ancora necessario sostenere le piccole istallazioni, che non riescono a giovarsi in modo efficiente di economie di scala ed ottimizzazioni logistiche, ma rappresentano comunque la grande maggioranza degli utenti e rappresentano -più di ogni altra cosa- l’ideale della generazione diffusa. Le piccole istallazioni non pesano sul sistema elettrico, ma al contrario riducono la necessità di trasformazione e dispacciamento, come risulta anche da recenti prese di posizione di TERNA.

-          Il sostegno va garantito senza incrementare i costi per i bilanci pubblici o delle famiglie.

-          Con le opportune politiche l’offerta di generazione elettrica e termica da rinnovabili si adatterà progressivamente alle reali necessità energetiche del paese. Tramite l’associazione di produzione e consumo il sistema energetico del paese passerà infatti da un superato modello “produzione<->trasporto<->consumo”, ad un più adatto allo stato della tecnologia ed efficiente “produzione/consumo<->trasporto<->consumo/produzione”. Un sistema nel quale, grazie a reti intelligenti e capacità di accumulo ben progettate, il trasporto dell’energia (previa trasformazione) svolgerà solo una funzione ancillare e residuale. Nel quale saranno necessarie capacità di riserva (e dovranno essere remunerate equamente), ma il baricentro del sistema sarà la generazione diffusa da fonte rinnovabile immediatamente utilizzata.

-          Per sostenere questa trasformazione è necessario semplificare ulteriormente il quadro delle norme e delle autorizzazioni. Con la necessaria prudenza, al fine di distinguere tra casi effettivamente semplici e casi nei quali è opportuna invece una valutazione attenta. 

 

Più specificatamente si propone:

 

 -          Di emanare un nuovo schema di sostegno che riguardi gli impianti di taglia piccola e media a servizio di famiglie e PMI, e sia rigorosamente a incremento di costo zero (utilizzando esclusivamente i risparmi derivanti da cali di produzione ed uscita impianti incentivati, anche per revoca), privilegiando comunque efficienza ed autoconsumo (es. favorendo l’istallazione di batterie e gli interventi FV su edifici con rimozione di amianto).

 -          Di incoraggiare l’efficientamento del parco di generazione da rinnovabili esistente, consentendo spostamenti di impianti in favore di maggiore possibilità di autoconsumo (a incentivi invariati), e di potenziare la produzione a parità di impianto (consentendo l’accesso per tali potenziamenti ai meccanismi previsti nel nuovo schema di sostegno).

 -          Di introdurre un meccanismo di silenzio-assenso, e l’istituto del “diniego costruttivo”, al netto delle procedure ambientali, trascorsi inutilmente i termini previsti per legge per l’emanazione delle autorizzazioni e/o dei pareri e permessi.

 -          Di rivalutare i meccanismi di autorizzazione e delle definizioni, avviando semplificazioni: per gli elettrodotti in MT a servizio di impianti da rinnovabili; per le autorizzazioni paesaggistiche nei casi semplici; per il caso di impianti su discariche, ex cave e siti inquinati; per le reti private che collegano utenze industriali e commerciali ed impianti di produzione da fonte rinnovabile o con modalità cogenerativa ad alto rendimento (CAR).

 -          Di potenziare il meccanismo dei SEU, consentendo l’accesso ai benefici per “aggregatori” di domanda ed offerta connessi direttamente, anche tramite la rete con obbligo di connessione di terzi.

-          Di rivedere la fiscalità, premiando l’energia autoconsumata da fonte rinnovabile.

 

Dettaglio proposte:

 

Semplificazione procedimenti autorizzativi

 1.Ogni procedura di autorizzazione per impianti da fonti rinnovabili e ogni parere endoprocedimentale deve essere soggetto al dispositivo di silenzio-assenso, trascorsi inutilmente in termini previsti nelle norme vigenti. Ove non siano previsti termini l’Ente titolare del parere lo deve rendere disponibile nel termine di sei mesi.

2.Per i procedimenti autorizzativi ed i pareri ambientali introdurre l’obbligo del “diniego costruttivo”, ovvero della indicazione, in capo alla PA procedente di fornire le prescrizioni e le modifiche progettuali che superano le obiezioni critiche verificate nell’ambito del procedimento e lo rendono autorizzabile.

3.Inserire negli endoprocedimenti previsti dal D.Lgs 387/03 tutti gli atti di assenso e pareri preordinati (ad esempio la Concessione per l’Idroelettrico o per il geotermico), chiarendo competenze (secondo un criterio di sussidiarietà) e procedure molto difformi sul territorio nazionale.

4.Gli impianti fotovoltaici i cui moduli sono installati in modo complanare alle falde del tetto e la cui superficie è inferiore a quella della falda negli edifici esistenti e nei manufatti fissi regolarmente accatastati ed autorizzati, devono essere considerati ad impatto paesaggistico trascurabile, a meno di essere posti su edifici vincolati o in centri storici.

5.Glidi produzione da fonti rinnovabili su aree inquinate, sull’area di pertinenza di discariche, ex-cave, siti dismessi industriali, o che utilizzano tali aree per produzione di materia prima e biomasse, devono essere ammessi alla procedura semplificata di cui al D. Lgs 28/11, art. 6., e la loro realizzazione sospendere le attività di bonifica del suolo, previa messa in sicurezza.

6.Gli elettrodotti in media tensione a servizio di impianti da fonti rinnovabili devono essere esclusi dal regime di autorizzazione del RD 1775/33, sino a 500 metri di lunghezza, la relativa autorizzazione rilasciata dal Comune.

 

Sistemi Efficienti di Utenza

 1.Si propone di modificare l’art 2, c1, lettera “t” del D. Lgs. 115/08 consentendo di qualificare come SEU sistemi di produzione uniti in “centrali di vendita” connesse tramite collegamento privato o rete di distribuzione con obbligo di connessione di terzi, purché a valle di un nodo di trasformazione MT/BT a uno o più unità di consumo anche unite in “centrali di acquisto.

  a.“Centrali di acquisto”, unità virtuali di aggregazione dell’energia elettrica consumata istantaneamente, o ricevuta ed accumulata presso l’unità di consumo, abilitate ad acquistare detta energia dalle “centrali di vendita”, o da un unico produttore individuale.

 b.Ai fini dell’esenzione previste dagli oneri di sistema, le “centrali di vendita”, e le “centrali di acquisto” possono essere tenute all’iscrizione in posizione utile ad un “Albo” istituito presso il Gestore del Servizi Energetici che metta a disposizione di volta in volta stock di energia esentabile in modalità remota, attraverso la rete di distribuzione con obbligo di collegamento di terzi, in base ad una programmazione triennale emanata dal Ministero dello Sviluppo Economico.

 

Nuovo meccanismo di sostegno

 

-          Si propone di emanare un nuovo schema di sostegno, utilizzando esclusivamente i risparmi derivanti da cali di produzione ed uscita impianti incentivati, anche per revoca, e volto esclusivamente a privilegiare efficienza ed autoconsumo. Dunque con limiti di potenza coerenti con le taglie piccole e medie a servizio di famiglie e PMI e includendo l’istallazione di batterie oltre alla rimozione di amianto.  A tale schema di sostegno potrebbero accedere anche gli impianti esistenti ed incentivati che intendano potenziare la propria capacità produttiva o potenza, incrementando quindi gli incentivi ricevuti (a tal fine si possono prevedere meccanismi di regolazione e contingenti).

Quindi si propone di incoraggiare l’efficientamento del parco di generazione da rinnovabili esistente, consentendo spostamenti di impianti, in favore di maggiore possibilità di autoconsumo anche termico (a incentivi invariati).

  

Scambio Sul Posto

 1.Si propone di estendere lo SSP sino ad 1 MWe di potenza (rendendolo disponibile in tal modo per le PMI).

 

Tassazione

 1.Si chiede di rendere stabile la detrazione fiscale del 50% sull’efficienza energetica.