Ater incontra il GSE.

L'11 ottobre 2016 si è tenuto a Roma presso la sede del GSE- Gestore dei Servizi Energetici un tavolo tecnico con ATER - Associazione tecnici energie rinnovabili, in merito ad alcune problematiche che si sono presentate post richiesta di incentivi per il fotovoltaico.
In attesa della pubblicazione del documento tecnico di riferimento (DTR) per il mantenimento degli incentivi si è parlato di:
- possibilità di rettificare dati comunicati in modo errato in fase di presentazione della richiesta di ammissione agli incentivi;
- modalità di sostituzione dei componenti d'impianto,;
- attività consentite per l'ottimizzazione degli impianti;
- sostituzione di moduli fotovoltaici installati per la realizzazione di impianti "integrati con caratteristiche innovative";
- gestione e smaltimento dei pannelli fotovoltaici incentivati nel caso di moduli in CdTe per i quali il costruttore garantisca un ciclo di riuso dei moduli a fine vita;
- la risoluzione anticipata delle convenzioni relative a impianti fotovoltaici di potenza fino a 3 kW

Qui di seguito è possibile scaricare il resoconto dell'incontro GSE incontra ATER.

 

Il Consiglio Direttivo di ATER è a lavoro per preparare il prossimo incontro.

Petizione: scambiare o vendere energie rinnovabili sia libero per tutti

In questi giorni è stata lanciata una petizione su Change.org per far diventare la produzione di energie rinnovabili, non più speculativa per alcuni monopolisti ma possibile per tutte le imprese del nostro paese, di qualsiasi dimensioni esse siano e per tutti i cittadini.  ATER appoggia questa petizione e invita tutti i suoi associati e non a firmare al seguente link Petizione scambiare o vendere energie rinnovabili sia libero per tutti.

CD ATER.

Fotovoltaico: SUPERQUARK dice che servono grandi spazi, ATER risponde che sui tetti italiani c'è posto per altri 200GW

Superquark, programma storico di RAIUNO condotto da Piero Angela, ha recentemente dedicato un breve servizio all'energia, soffermandosi sulle energie rinnovabili. Il programma ha come sempre una tipica connotazione orientata alla divulgazione scientifica e la puntata è permeata da continui richiami al riscaldamento globale, puntando i riflettori sulle conseguenze per la fauna, sulla diminuzione del ghiaccio ai poli e sulla difficile sopravvivenza degli orsi polari. Al termine di ogni servizio c'è sempre un richiamo alla responsabilità dell'uomo e un auspicio al cambiamento: "la Natura ha il potere di recuperare l'uomo ha il potere di cambiare: IL FUTURO DIPENDE DA NOI".

Quanto potrà aiutarci l'energia solare? Il programma accenna agli sviluppi del fotovoltaico, presentando una ricerca sul film sottile dell'Università di Tor Vergata, pensato per realizzare le facciate semitrasparenti di edifici, per poi concentrarsi sui presunti limiti del fotovoltaico, financo ad affermare un antico luogo comune sui moduli fotovoltaici che producono poca energia e che servono quindi "GRANDI SPAZI"!

Gli autori del programma probabilmente non hanno ancora avuto modo di imbattersi in termini oramai di uso comune come "utenze attive", "Smart Grid", "Generazione Distribuita", "Prosumer". Questa lacuna culturale andrebbe colmata in fretta perché il programma è molto popolare ed è risaputo che i luoghi comuni hanno sempre effetti devianti sulla formazione culturale della gente comune.

Crediamo che gran parte dell’astio che i media hanno contro il fotovoltaico sia dovuto alle grandi cifre che sono elargite dallo stato per il pagamento degli incentivi dei vari “conti energia”, percepite come spreco di denaro dalla popolazione. Su questo argomento occorre dire che vi è della ragione nel sostenere che il meccanismo incentivante non sia stato bilanciato nel modo corretto. Si sarebbe dovuto dare massima priorità agli impianti di piccola e media taglia, mirati all’autoconsumo nel settore civile e nella piccola-media industria. Invece purtroppo la maggior parte degli incentivi è andata ad impianti di grandi dimensioni, destinati alla sola alla vendita dell’energia. Questi impianti, pur essendo più efficienti nel mero rapporto energia prodotta/investimento, e dunque lasciandosi preferire in un’ottica di pura valorizzazione dello stesso, sono complessivamente meno efficaci nell’aumentare la resilienza del sistema paese scaricando sulla rete di distribuzione l’onere di distribuirla (che oltre certe soglie, per effetto della relativa imprevedibilità della produzione, può esserne danneggiata). Inoltre la distribuzione della capacità di produzione in stretta associazione al momento di consumo (alle diverse scale, dunque anche per impianti di media dimensione) rende molteplici effetti secondari positivi: incrementa l’impatto locale per effetto di una maggiore quota relativa di lavoro e servizi necessari per l’installazione, induce una maggiore capitalizzazione in beni fisici, attiva più credito, riduce l’esposizione alle turbolenze di prezzo del mercato.

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