Fotovoltaico: SUPERQUARK dice che servono grandi spazi, ATER risponde che sui tetti italiani c'è posto per altri 200GW

Superquark, programma storico di RAIUNO condotto da Piero Angela, ha recentemente dedicato un breve servizio all'energia, soffermandosi sulle energie rinnovabili. Il programma ha come sempre una tipica connotazione orientata alla divulgazione scientifica e la puntata è permeata da continui richiami al riscaldamento globale, puntando i riflettori sulle conseguenze per la fauna, sulla diminuzione del ghiaccio ai poli e sulla difficile sopravvivenza degli orsi polari. Al termine di ogni servizio c'è sempre un richiamo alla responsabilità dell'uomo e un auspicio al cambiamento: "la Natura ha il potere di recuperare l'uomo ha il potere di cambiare: IL FUTURO DIPENDE DA NOI".

Quanto potrà aiutarci l'energia solare? Il programma accenna agli sviluppi del fotovoltaico, presentando una ricerca sul film sottile dell'Università di Tor Vergata, pensato per realizzare le facciate semitrasparenti di edifici, per poi concentrarsi sui presunti limiti del fotovoltaico, financo ad affermare un antico luogo comune sui moduli fotovoltaici che producono poca energia e che servono quindi "GRANDI SPAZI"!

Gli autori del programma probabilmente non hanno ancora avuto modo di imbattersi in termini oramai di uso comune come "utenze attive", "Smart Grid", "Generazione Distribuita", "Prosumer". Questa lacuna culturale andrebbe colmata in fretta perché il programma è molto popolare ed è risaputo che i luoghi comuni hanno sempre effetti devianti sulla formazione culturale della gente comune.

Crediamo che gran parte dell’astio che i media hanno contro il fotovoltaico sia dovuto alle grandi cifre che sono elargite dallo stato per il pagamento degli incentivi dei vari “conti energia”, percepite come spreco di denaro dalla popolazione. Su questo argomento occorre dire che vi è della ragione nel sostenere che il meccanismo incentivante non sia stato bilanciato nel modo corretto. Si sarebbe dovuto dare massima priorità agli impianti di piccola e media taglia, mirati all’autoconsumo nel settore civile e nella piccola-media industria. Invece purtroppo la maggior parte degli incentivi è andata ad impianti di grandi dimensioni, destinati alla sola alla vendita dell’energia. Questi impianti, pur essendo più efficienti nel mero rapporto energia prodotta/investimento, e dunque lasciandosi preferire in un’ottica di pura valorizzazione dello stesso, sono complessivamente meno efficaci nell’aumentare la resilienza del sistema paese scaricando sulla rete di distribuzione l’onere di distribuirla (che oltre certe soglie, per effetto della relativa imprevedibilità della produzione, può esserne danneggiata). Inoltre la distribuzione della capacità di produzione in stretta associazione al momento di consumo (alle diverse scale, dunque anche per impianti di media dimensione) rende molteplici effetti secondari positivi: incrementa l’impatto locale per effetto di una maggiore quota relativa di lavoro e servizi necessari per l’installazione, induce una maggiore capitalizzazione in beni fisici, attiva più credito, riduce l’esposizione alle turbolenze di prezzo del mercato.

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ATER AL SUNNY DAYS SMA - ROMA 14 GIUGNO 2016

ATER sarà presente alla seconda tappa dei Sunny Days di SMA Italia. L'ing. Rolando Roberto, in qualità di esperto di mercato, parteciperà alla tavola rotonda moderata da Qualenergia.it che si terrà il giorno 14 giugno a Roma. Sarà un'ottima occasione di confronto fra installatori, progettisti, proprietari e gestori di impianti. Il mercato sembra aver percepito che siamo di fronte ad una rivoluzione energetica in cui l'utente, da mero fruitore, diviene autoproduttore di energia a chilometro zero. La novità è quella di poter accumulare durante il giorno l'energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico per poterne fruire anche nelle fasce serali di maggior consumo.
Alcuni dati ci indicano che in Italia nel 2015 sono stati installati circa 2.500 impianti con sistema di accumulo elettrochimico. Per il 2016 ci si aspetta che il trend di installazioni possa raddoppiare soprattutto perché molti produttori stanno rilasciando nuovi prodotti ottimizzati per la tecnologia Litio.

POSIZIONE DI ATER SUL DOCUMENTO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO SULLA RIFORMA DEL MECCANISMO DEI CERTIFICATI BIANCHI.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, in data 31 Luglio 2015 ha pubblicato un documento con "l'obiettivo di illustrare le linee di riforma del sistema che il Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha definito per un uso più efficiente ed efficace delle risorse, così come previsto dalla legge e in vista degli obiettivi nazionali da raggiungere al 2020", per sottoporlo all'attenzione degli operatori del settore e raccoglierne le osservazioni che dovevano essere presentate entro il 30 Settembre 2015. 

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Editoriale ATER su Referendum 17 Aprile 2016

 

Il 17 Aprile 2016 il Popolo Italiano sarà chiamato a pronunciarsi, attraverso un referendum, su un importante tema di natura energetica.

Sarà chiesto di esprimersi se si voglia o meno permettere ai concessionari di licenze per estrazione di gas e petrolio (ovvero a praticare quelle che in questi giorni sono meglio note con il termine “trivellazioni”), per cui sono già state rilasciate delle concessioni entro 12 miglia marine dalla costa di continuare la loro attività fino al naturale esaurimento del giacimento (voto NO), oppure chiudere definitivamente le estrazioni al termine delle concessioni ottenute (voto SI).


Il referendum quindi riguarda solo la durata delle concessioni già esistenti (nuove sono già vietate) ed entro le 12 miglia dalla costa. Sono escluse le attività petrolifere sulla terraferma e quelle in mare che si trovano a una distanza superiore alle 12 miglia dalla costa.

Dunque la questione su cui si esercita materialmente il voto è piuttosto limitata, ma costituisce un'occasione importante per riflettere sul futuro energetico del nostro Paese e per mandare i corretti segnali.

Il futuro si può concentrare in due punti fondamentali:
- la necessaria transizione dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili (FER).
- Lo sforzo costante di aumentare l'efficienza energetica (nei settori dell'edilizia, dell'industria e dei trasporti) che significa ridurre i consumi unitari elettrici e termici, e quindi diminuire il fabbisogno e la dipendenza del paese.

Entrambe le trasformazioni sono in corso, ma vanno sostenute attraverso lo sviluppo degli accumuli elettrici, la realizzazione delle reti intelligenti di trasporto dell'energia, l'aumento dell'efficienza dei dispositivi di produzione, il passaggio dalla grande produzione centralizzata alla mini e micro generazione diffusa, le tecnologie di azzeramento delle emissioni degli impianti a biomassa, lo sviluppo del biometano, la cogenerazione ad alto rendimento, etc. Dobbiamo necessariamente puntare ad un MIX energetico rinnovabile e sostenibile e non al potenziamento della vecchia economia del fossile.
Queste sfide non sono dei sogni irrealizzabili, ma tecnologie in alcuni casi già consolidate, in procinto di affermarsi definitivamente, e agli albori per altre.

Il referendum è occasione per dare un'indicazione chiara su quale è il futuro che il Paese vuole.

L'estrazione di risorse fossili dal mare nazionale comporta comunque danni ambientali, nelle operazioni di gestione delle piattaforme, nella manutenzione e sostituzione materiali, lungo tutta la filiera di valorizzazione e consumo, che anche se sono in parte contenibili non sono completamente evitabili. Anche l'occupazione, l'indotto, connesso con il ciclo di estrazione e trasporto (quello di trasformazione è indifferente alla fonte della materia prima) è un valore, ma indubbiamente di scarsa entità numerica, soprattutto in confronto a quello attivabile da una conseguente ed energica politica sostitutiva a favore di rinnovabili ed efficienza.
Resta il tema dell'aumento dell'indipendenza energetica a breve termine, che è anche sollevato dalle norme europee alla base della scelta del governo: la verità è che noi non stiamo migliorando l'indipendenza del paese, se lo consideriamo correttamente come un bene condiviso dalle attuali e dalle future generazioni.
Stiamo infatti estraendo risorse non riproducibili, ovviamente sottraendole alle future generazioni, per un uso "povero". Queste stesse risorse, conservate in modo efficace da milioni di anni dalla natura, tra un secolo o due (quando tra l'altro le altre fossili saranno esaurite e quindi saranno diventate scarse), avranno un valore –anche economico- incomparabilmente maggiore con applicazione di tecniche che oggi non possiamo neppure immaginare. Oggi quindi estraiamo e bruciamo, per mera avidità, un tesoro per il quale i nostri pronipoti ci malediranno.

E qui si coglie il punto: il problema sono i grandi interessi economici che girano attorno al mondo fossile. Interessi miopi e rapaci, capaci utilizzare qualsiasi mezzo e argomento per i propri interessi immediati (dimenticando che tra i nipoti del futuro ci saranno anche loro).

Di qui l'assordante silenzio che si sta cercando di imporre sul quesito referendario: quanti italiani sanno ad oggi che il 17 Aprile si andrà a votare?

Sappiamo che alla fine l'avanzata delle energie pulite sarà inarrestabile, perché alla fine la tecnologia migliore ha sempre la meglio, ma ora si può dare una spinta importante.

Il 17 Aprile 2016 votiamo "SI" al referendum, per dare un segnale forte e chiaro a chi ci governa: il tempo delle fonti fossili è finito.

Comunicato CD ATER del 09/03/2016.

 

ATER - MSA sulle criticità del documento tecnico GSE

In data 01/05/2015 il GSE spa ha pubblicato il "Documento Tecnico di Riferimento per il mantenimento degli incentivi" (DTR).

 

Il Gestore ha disatteso molte delle indicazioni fornite dagli operatori del settore nella fase di consultazione, pubblicando un testo volto all'inasprimento burocratico, oltre che finanziario, in capo ai produttori con inaccettabili elementi di retroattività che introduce inoltre disparità di trattamento tra chi non migliora la produzione o attua manutenzioni e chi, correttamente, lo fa.

 

Il sistema così strutturato penalizza assurdamente i secondi e quindi l'efficienza del parco di generazione italiano.

 

ATER, riconoscendo al GSE spa il giusto ruolo di soggetto attuatore, chiederà una proroga all'entrata in vigore del testo con l'auspicio di un aperto dialogo tra le parti volto a correggere gli aspetti più critici del DTR.

 

La comunicazione in formato PDF:

www.assotecnicirinnovabili.org/index.php/2012-06-22-10-06-40/finish/3-documenti-informativi/102-lettera-al-gse-maggio-2015-dtr

 

 

 lettera GSE maggio 2015